“S[u]ono quello che mi pare”: Marco Massa in concerto allo Spirit de Milan domenica 28 gennaio

Domenica 28 gennaio Marco Massa è in concerto allo Spirit de Milan (via Bovisasca 59, ore 21, ingresso libero) con il suo ultimo spettacolo “S[u]ono quello che mi pare”. Il live sarà anche l’occasione per ultimare le riprese del videoclip del nuovo brano, che s’intitola “Calma”.
Un videoclip, da un’idea dello stesso Massa per la regia di Roberto Minini Meròt, che affianca all’antico borgo abbandonato di San Severino di Centola, nel cuore del Cilento, anche la Bovisa, Bovisasca, quella periferia milanese terra di gasometri e di ferrovia, di mura trattate da writers, con la metropolitana che è quasi una macchina del tempo in cui viaggiare tra glorioso passato industriale e fervida rinascita culturale, immagini che saranno l’ideale prosecuzione del viaggio iniziato con le riprese del mese scorso nella metropolitana di Napoli, della fermata Toledo, di Mergellina, Posillipo, dei luoghi di Pino Daniele come San Giuseppe e il porto.
“S[u]ono quello che mi pare” è un titolo particolarmente eloquente che sottolinea la volontà dell’artista di rimarcare la sua estrema libertà nell’affrontare il mondo della canzone nel quale ama far convivere parole, west coast, suggestioni etniche, improvvisazione jazz e ogni tipo di influenza che cattura la sua attenzione. Un repertorio basato su nuovi e vecchi brani tratti dai precedenti lavori discografici e alcuni omaggi, pescando con attenzione nel repertorio della canzone d’autore di Tenco e Ciampi, Pino Daniele e Lucio Dalla, come anche a piene mani nella morbidezza di Chet Baker o Cole Porter.
Se c’è un cantautore che ha saputo fare della versatilità e dell’eclettismo il punto di forza della propria identità artistica questo è proprio Marco Massa. Solo nell’ultimo anno ha portato la sua musica nelle situazioni più disparate come il «Letteralmente Festival», «Parole al Vento» a Villasanta (MB), «Acqua&Vino» a Chianciano Terme, all’«International Jazz Day Unesco» lo scorso aprile all’UniCredit Pavilion di Milano per finire a L’Aquila il 3 settembre in occasione de “Il Jazz italiano per le terre del sisma”. Poliedrico, ha scritto e interpretato le musiche per lo spettacolo teatrale “Lettera per Quanti” (realizzato completamente al buio presso l’Istituto dei Ciechi di Milano). Nel live la sua forza più intima: dopo aver realizzato un tour di successo in Sicilia, non ha fatto sentire la sua mancanza all’estero con concerti in Lussemburgo, Belgio, Germania e Francia, coadiuvato dal quartetto del chitarrista Greg Lamy.
Successivamente con “S[u]ono quello che mi pare” ha voluto riunire attorno a se una nuova formazione, un quartetto di straordinari musicisti provenienti dall’aura jazz con cui condividere e rimescolare la canzone d’autore ad un nuovo mood improvvisativo, riuscendo così a virare mirabilmente a seppia composizioni anche di parecchi anni fa. Un esperimento ben riuscito che ad ottobre ha debuttato alla Casa del jazz di Roma. Poi è approdato al Blue Note a Milano, allo Spazio ZTL di Napoli, al festival jazz di Andria (dove ha registrato il sold-out) e alla celebre Cantina Bentivoglio di Bologna (con il Greg Lamy Quartet).
“Sono Cose Delicate” è l’ultimo album che Marco Massa ha realizzato, il quinto della sua carriera, un lavoro profondamente calato nella quotidianità che già nel titolo – da un aneddoto della sua infanzia legato al genio di Virgilio Savona – prefigura una particolare attenzione a questioni che richiedono cura e dedizione: la famiglia (“Con il fiato corto”), l’amore (“Questa è per te”), il rispetto di sé e degli altri (“Fidati di te”, “Tutti a scuola”), la celebrazione dei Maestri (“Pianista senza piano”) e molto altro. Registrato presso lo studio Tranquilo, è un lavoro che vanta importanti e numerose collaborazioni, come quelle di Nicola Stilo, Faso (di Elio e Le Storie Tese), Baccini, De Piscopo e il chitarrista jazz Greg Lamy.
Un album il cui suono va in controtendenza, non urla, non fa ricorso a distorsioni o bassi saturi, e si insinua tra l’eco della tradizione cantautorale milanese con le maniere di un crooner dai sapori jazz. Si respirano le città di oggi e di ieri, incanalate tutte nello stesso solco e microsolco. Perché questo è anche un disco prezioso, in vinile 180 grammi. Curato in tanti dettagli, proprio come si curano le cose delicate.  Marco gioca con lo stesso gusto dello spiazzamento di quel disco dei primi anni ‘70 che diede al grande Savona una immagine nuova, ironica, critica.
All’interno di ogni confezione del vinile è presente un codice che permette l’accesso alla sezione EXTRA del sito www.marcomassa.com da cui è possibile scaricare l’album nei vari formati digitali, anche in alta risoluzione.
Sulle pagine di Venerdì di Repubblica, Giandomenico Curi, in riferimento all’album “Sono Cose Delicate”, ha scritto: «Esprime una poetica limpida, sincera, raffinata, attraverso la quale, senza particolari artifici, riporta al centro dell’attenzione una quotidianità che spesso diamo per scontata, le nostre città, il tempo che viviamo, ma anche i sentimenti più profondi e la musica come forma d’arte».