Red Light Skyscraper, l’intervista

Oggi intervistiamo questa fantastica band, i Red Light Skyscraper

DC :Ragazzi potete presentarvi ai nostri lettori?

RLS: Ciao! Siamo i Red Light Skyscraper, veniamo da Siena e il nostro cantante non si presenta quasi mai ai concerti perché è malato

DC:  raccontateci il vostro percorso artistico

RLSAbbiamo iniziato il progetto nel tardo 2013 a Siena, la formazione era diversa da quella attuale e suonavamo principalmente cover di gruppi post-rock che tutt’ora stimiamo molto (This Will Destroy You, Mogwai, Explosions in the sky, ecc…). Nel 2015 abbiamo registrato i primi tre singoli e ci siamo fatti conoscere un po’ in regione, utilizzando anche Pandora per la diffusione via web.
Nel 2016 abbiamo raggiunto una formazione stabile e abbiamo pubblicato un quarto singolo, accompagnato successivamente dall’Ep ‘Fourteen Months’ rilasciato in formato CD che raccoglieva i nostri quattro brani. In seguito abbiamo suonato in locali a Milano, Bologna e Roma, fino ad arrivare al Dicembre del 2016, in cui ci siamo esibiti al Flog di Firenze in apertura ai Ministri. Da lì a pochi giorni abbiamo fatto partire la campagna crowdfunding su Musicraiser per realizzare il nostro album ‘Still the Echo’, conclusa con successo grazie al supporto dei nostri fan.

DC : Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?

RLSE’ fondamentale. Un musicista senza identità rischia di finire nel dimenticatoio molto facilmente.

DC :  quali sono i vostri ascolti musicali?

RLS: Ci piace spaziare, ultimamente ascoltiamo sia gruppi della scena italiana come i Fast Animals and Slow Kids, Gazebo Penguins e Verdena, sia gruppi internazionali come i The National, Swans, Mogwai, Sumac, Bon Iver, poi i mostri sacri quali Slint e My Bloody Valentine, gli onnipresenti Radiohead, non disdegnando ovviamente di musica elettronica come Tycho, Jon Hopkins, Aphex Twin e Burial.

DC : Tra le vostre  esperienze e partecipazioni, quali ricordate  con soddisfazione?

RLSSicuramente l’apertura del concerto dei Ministri al Flog di Firenze. E’ stata un’esperienza tanto breve quanto intensa, era la prima volta davanti a così tante persone e vederle coinvolte durante i nostri pezzi è stato molto emozionante.

DC : ci parlate del vostro album Still the Echo?

RLS : ‘Still the Echo’ è stato registrato e mixato nel Maggio 2017 a Siena al Virus Recording Studio. Abbiamo scelto di registrarlo in presa diretta per catturare l’essenza del nostro sound, dato che nella modalità classica da studio di registrazione non sarebbe stata ripresa appieno. La fase del mastering invece è stata affidata a Frank Akrwright (Joy Division, The Smiths, Arcade Fire, Mogwai) degli Abbey Road Studios di Londra.

I brani erano già stati scritti nei precedenti mesi, abbiamo semplicemente deciso di prepararli in vista della sessione in studio con il nostro produttore artistico Jacopo Pettini, curando i dettagli e correggendo le imprecisioni.
Il tema principale del disco è il ‘viaggio’, inteso a livello interiore. L’idea è quella di togliere ogni freno inibitorio dal nostro ascoltatore, in modo che possa lasciarsi travolgere dalle proprie sensazioni.
Siamo molto soddisfatti del risultato e non vediamo l’ora di farlo conoscere a più persone possibile!

DC : i vostri piani futuri?

RLS : In futuro vogliamo promuovere al massimo il nuovo album dal vivo, sia in Italia che all’estero.

DC : a chi volete dire “grazie”?

RLSIn primis ringraziamo tutte le persone che hanno reso possibile la riuscita dell’album tramite la campagna di crowdfunding su Musicraiser.
Poi vogliamo ringraziare Andrew Dardi, 
Alessandro Guasconi, Jacopo Pettini (ingegnere del suono nonchè produttore artistico), Sarah Regoli per il fantastico lavoro grafico e tutti quelli che ogni giorno ci supportano acquistando e diffondendo la nostra musica.

DC : buona fortuna e soprattutto buona musica

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