Piermatteo Carattoni “Kalipolis”

È stato pubblicato poco più di una settimana fa il nuovo lavoro discografico di Piermatteo Carattoni, intitolato “Kalipolis” e prodotto dall’etichetta Lotus Music Production. Originario di San Marino, Piermatteo è attivo ormai dal 2008 nella scena musicale italiana in qualità di cantautore, chitarrista e produttore. Pubblica il suo primo album “Pagine strappate” nel 2010, a cui fa seguire, nel 2014 il secondo disco “San Tommaso nello spazio”. Segue, due anni dopo, la formazione della sua band, i “Malaurora”, con i quali edita il suo terzo lavoro “Malaurora”, a testimonianza dell’inizio di un percorso musicale tuttora condiviso.

Nel corso di questi anni, frequenta palchi importanti con artisti di punta (Negrita, Modena City Ramblers, Meganoidi…) e riceve diversi riconoscimenti sia in qualità di autore che di direttore artistico.

“Kalipolis”, il suo quarto disco in studio, ha una genesi e una produzione particolare, rappresenta infatti la colonna sonora di una web serie musicale ideata dallo stesso Carattoni e programmata la scorsa stagione nei canali multimediali, che sarà pubblicata come film nella prossima primavera. Una sorta di concept album quindi, nove brani che fanno da filo conduttore alle immagini della serie e ne raccontano lo svolgimento.

Una bella energia pervade l’intero album, atmosfere rock piuttosto decise che si intrecciano magistralmente con una scrittura diretta e personale. A cominciare da “Adrenalina”, con la voglia di liberare un’esistenza costretta dai piccoli compromessi quotidiani “…me la devi proprio dare quella ricetta di felicità, ti ci voglio far bagnare nella mia logica di libertà…” con la sintesi nel ritornello “…dammi lei, dammi la vita mia, fa che non sia più poesia, basta una strada da conoscere e da camminare, da consumare…”. 

Bel giro di chitarra dopo l’inizio recitato “…C’è una cosa che accomuna la stragrande maggioranza delle donne sexy che ho incontrato, chi senza costanza o per appartenenza, per dare un senso all’esistenza, fanno danza…” ad attaccare un gran bel pezzo “Fai danza”, spassoso e graffiante ritratto femminile che coniuga ironia e divertimento. Bel tiro rock e ritornello esplicito che non lascia spazio a dubbi quando “…ora che balli nuda su di me posso darti del tu, muovi di più quel marchingegno illegale il corpo che hai tu…” Brano da palco per momenti caldi dei live….

Segue “Dormi da te”, fraseggio elettrico con deelay ad aprire suadente il brano, presa di coscienza circa un rapporto in cui si intravede un po’ di presunzione di fondo “…tu sputi fuoco da un telefono, cambi luna ad ogni attimo e dormi da te…” bel ritornello arioso e possente a presentare il conto “…andrai lontano con quell’aria inconsapevole di vanità o solo lontano da me…” dove la porta rimane aperta ma parola d’ordine è sincerità. 

Bello l’arrangiamento del pezzo successivo, “Eli Sa”, in cui si tratteggia lo spaccato di una storia dolorosa. Stacchi ritmici e incalzare vocale con apertura lirica sul ritornello, molto bello.

“…sono prove di volo per la tua libertà, sono sogni cresciuti senza opportunità, quindi allenati dalle avversità mai più schiavi della vecchia logica…” ancora il tema del riscatto e del cambio di rotta nel brano “Prove di volo”, pezzo graffiante e incisivo a significare la voglia di rompere le logiche di una vita con le puntate già scritte, perché “…si può ricominciare da una prova di volo, si può ricominciare a stare bene…”. Punto!

A seguire il brano “Hai mai”, intenso fraseggio acustico pianoforte e chitarra, brano melodico molto accattivante. Il valore di un rapporto profondo e intimo in cui poter essere se stessi fino in fondo senza essere giudicati… molto bello il ritornello che arriva subito “…hai mai immaginato i miei pensieri e tutti i tuoi desideri li hai seguiti mai?… Dimmi se hai mai rivelato i tuoi segreti e i sogni più inconsueti li racconti mai?”  Il valore di un’intimità come “…meta di ogni viaggio che farò…”. Fuori gli accendini ad illuminare il buio della sala!

La necessità di superare le dinamiche di una relazione difficile e il riprendere in mano la propria vita e la propria essenza.  La rinascita emotiva dopo troppi compromessi il tema del pezzo “Solamente a me”, flah back di una storia complicata, perché adesso “…non ci sono più canzoni dedicate a te… questa vita risponde solo a me…”. Affronta tematiche affini il pezzo “Addirittura vitale”, stacchi di chitarra acustica per introdurre il brano che poi diventa incalzante. Dopo il riscatto, la decisione di cambiare rotta “…questa notte salgo sul treno che mi porta in America… ed è addirittura vitale che tu sia con me, senza una donna si vive ma senza di te mai…” dichiarazione d’intenti circa la condivisione di una nuova vita.

A chiudere il cerchio “Fiammiferaia futura”, brano complesso e intenso, con una figura simbolica rappresentativa di una realtà controversa che non possiamo ignorare. Quando i drammi di un’umanità dispersa, spesso, ci fanno sentire impotenti “…Non mi aspettavo di trovarti qui ai margini del progresso, abbandonata da chi accecato dai lumi della sua soluzione l’antepone all’amore e innalza un’altra prigione…”. Il desiderio di dare una possibilità agli ultimi, “…fiammiferaia futura tieni acceso il tuo piccolo fuoco ancora…” e l’auspicio di un necessario cambio di rotta “…non ti ascolterò se tu chiami tutto questo utopia, io no…”. Pezzo lirico con solo elettrico finale potente e liberatorio. Bello.

Piermatteo Carattoni ci consegna un gran bel disco, suonato benissimo e ricco di spunti. Arrangiamenti mai banali, ricercatezza sui fraseggi ritmici frutto di un lavoro in studio accurato, padronanza sulla tecnica espressiva dell’autore e dei suoi musicisti. Decisamente rodati, spingono sempre al limite tenendo benissimo la strada… appuntamento dal vivo e buon ascolto!

di Davide Zurma

Kalypolis Copertina

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