“Ognuno di noi è speciale e non deve arrendersi mai”, intervista al rapper Cloude

Cloude, pseudonimo di Claudio Calcagno è un rapper italiano e nasce a Genova il 12 settembre 1983. Dal 3 aprile è in rotazione radiofonica “RESTA CON ME”, il suo nuovo singolo disponibile sui digital store e su tutte le piattaforme streaming. Resta con me” è una canzone di stampo totalmente autobiografico e racconta la vita e le scelte personali di Cloude.

 

Parliamo delle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti di musica?
Era il ‘96/’97 quando ho comprato il mio walkman Sony, e ho cominciato a comprare qualsiasi genere musicale, non proprio tutto, la dance non mi esaltava, ma il rock sì, ho iniziato con AC/DC, Nirvana, Joy Division, Creedence e altri ancora. Poi arriva una cassetta di Puff Daddy ,“No Way Out”, e quel sound mi piace molto. Nel ‘98 mi trasferisco, sono gli anni delle scuole superiori e le contaminazioni sono tante. È nel primo anno che ascolto il primo pezzo rap italiano, erano gli Otierre con Rispettane l’Aroma, da lì in poi non ho mai smesso.

“Resta con me” è il tuo nuovo singolo. Cosa vuoi che percepisca il pubblico che ascolta questo brano?
“Resta Con Me” è prima di tutto una dichiarazione a me stesso che accettarsi e sfidarsi è il giusto modo per non arrendersi mai e non lasciarsi andare. Alla gente vorrei arrivasse il messaggio che ognuno di noi è speciale e non deve arrendersi mai  

Come si articola la fase di creazione e composizione della tua musica?
Io sono uno che scrive molto, anche semplici frasi che scrivo per ispirazione istantanea e poi lascio lì, poi le riprendo e diventano testi finiti. Non c’è un approccio sempre uguale alla creazione, a volte arriva il beat e ci scrivi sopra perché non hai il testo adatto, a volte c’è già. A volte hai una base dove sopra sei riuscito a fare solo un ritornello ma le strofe non escono, aspetto il tempo che ci vuole e poi lo riprendo finché non mi soddisfa.

Cosa pensi della scena musicale italiana? Cosa bisognerebbe cambiare?
La musica italiana come sempre cambia e si evolve, in meglio o in peggio dipende da chi ascolta e da chi “produce”. Il periodo musicale della cultura urban sta vivendo un momento bello e intenso che sta contaminando anche altri generi, speriamo senza rovinarsi. Sono molto attaccato ad artisti che ora sono conosciuti e famosi che però mi tengono compagnia da parecchio tempo, questo a dimostrazione che si evolve ma non ci si svende. Della musica oggi cambierei solo la frenesia, anche se è un’utopia, tutti vorrebbero uno spazio per se stessi.

Progetti per il futuro più o meno immediato?
Ho un disco pronto da fare uscire, aspettiamo come molti la fine di tutto questo.

 

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