NETRI E I LAREDO “Sogni di periferia”

Il progetto ‘Netri e i Laredo’ nasce in Toscana nel 2015, su suggerimento di Federico Poggipollini (chitarrista di Litfiba e Ligabue), dall’unione del cantautore Riccardo Netri e dei musicisti Simone Manescalchi, Daniele Bulleri e Roberto Ferretti, tutti con pregresse esperienze musicali in ambito rock.

‘Sogni di periferia’, album d’esordio della band, contiene 12 tracce, scritte dal compositore ed autore Riccardo Netri a partire dal 2015. 

Ogni brano ha una propria caratteristica ed un proprio arrangiamento ma tutti hanno come filo conduttore l’analisi dell’ambiente di periferia e l’appartenenza ad esso, come cuore pulsante dello spazio urbano, dove si intrecciano sogni di rivalsa sociale, delusioni, illusioni, frustrazioni ma anche piccoli successi di chi in quella realtà vive tutti i giorni, con l’ambizione di emanciparsi.

L’opera inizia con ‘Per niente facile’, pezzo diretto e d’impatto, dalla forte carica rock ma con una voce molto delicata ed armoniosa. 

Segue poi ‘La pioggia d’estate’, grintosa ma non aggressiva, sempre molto rock. 

‘Il film lo facciamo noi’ ha un buon basso di fondo, ricordando il Ligabue degli esordi.

Il singolo ‘Amore tattile’ rallenta un po’ il ritmo, offrendo atmosfere molto più intime, benché man mano il sound si faccia più aperto.

Un ritorno molto aggressivo con ‘Mayday’, la più innovativa dal punto di vista del sound, che a tratti sconfina nel rappato.

Molto più vintage invece ‘Nel mio monolocale’, che ricorda parecchio il metal anni ’80. 

Sogni di gloria e dura realtà convivono in ‘Sono una star’, brano molto ritmato ed orecchiabile. 

‘Sola’ allenta nuovamente il ritmo con una ballad, comunque densa di grinta. 

Alcune particolarità familiari sono analizzate nel testo accattivante e provocatorio di ‘Non è colpa del rock’.

Chitarra senza limiti nella dichiarazione tutta rock di ‘Cosplayer mon amour’. 

‘Al mio funerale’ regala gli ultimi sprazzi di energia, con un ritmo incalzante ed uno dei testi più pungenti e profondi dell’album. 

‘Una ballata semplice’ completa con un’estrema delicatezza ed una dolcezza quasi inaspettata, un lavoro magnifico, il cui leitmotiv viene forse riassunto nella frase “Tu stella di città, io strada di periferia”. L’assolo di chitarra in chiusura del brano regala poi un’ultima emozione. 

Un disco tanto energico quanto sorprendentemente dolce, ricco di spunti e divertimento ma anche di profonde riflessioni, riempie le casse di un rock che piace anche ai meno appassionati del genere.

Stefania Castino

Netri e i Lareto 3 Piac by Chiara Sardelli 600x400
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