Musica e Startup: così cambierò la musica!

Come fare una startup? Quali sono i passi da fare?

Il nostro Paese ormai è piano di giovani realtà, che non hanno paura di rischiare, investire ed affrontare la dura vita dell’imprenditore, qualunque sia la loro età. E’ importante però farsi alcune domande: quanto è innovativa? sei sicuro di avere tutte le informazioni giuste? ( legali, fiscali ecc ) .

Secondo una recente indagine, la maggioranza degli startupper è alla sua prima volta nel mondo dell’imprenditoria anche se, di solito, la startup viene creata dopo aver accumulato una significativa esperienza di lavoro. Quasi la metà di questi giovani imprenditori, infatti, ha più di 4 anni di esperienza lavorativa, mentre il 30% circa ha lavorato da 1 a 3 anni. Solo 1 su 4 si lancia nel mercato delle startup senza aver avuto precedenti esperienze.

Abbiamo incontrato Giuseppe Della Mura, un giovane startupper di Caserta, che da un anno ha fondato l’etichetta discografica “ Sparo Parole “ per raccontarci la sua esperienza.

D: Giuseppe, com’è nata la Sparo Parole?

R: E’ nata dopo un anno di lunga riflessione. Non è facile mettere su un progetto ambizioso, bisogna informarsi, valutare i pro e i contro, la fattibilità e le prospettive future. E poi arriva il momento in cui bisogna lanciarsi e assumersi il rischio, anche di fallire. La startup è nata lo scorso anno e ne sono molto orgoglioso perché è una vera e propria etichetta discografica, registrata legalmente e lavora ogni singolo giorno alle produzioni!

D: Gran parte delle startup nascono grazie al “brainstorming”, il libero scambio di idee. Quanto è stato importante per te?

R: Molto, ma non è stato fondamentale. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sono una persona che quando sente di dover fare un salto avanti lo fa. Ho lavorato per diversi anni nella musica e ad un certo punto ho sentito l’esigenza di fare sul serio! Sicuramente il confronto e lo scambio di idee significa, nel mio caso, innovare un sistema molto complesso ed articolato quindi essere coesi e lavorare in armonia in un gruppo di soci e collaboratori è senza dubbio un’arma vincente per ottenere risultati nel lungo periodo.

D: Come gestisci l’etichetta? Chi prende le decisioni?

R: L’etichetta è gestita direttamente da me e dai fondatori. Mi interfaccio con l’Artista in prima persona e con i suoi collaboratori e si lavora insieme, condividendo un percorso comune. Non mi piace dire che l’ultima parola spetta a me, ma devo essere convinto di ciò che sto facendo e di cosa andrò a pubblicare. Ascolto sempre tutti, le loro idee ed anche i loro dubbi e perplessità. Ci ragioniamo insieme e poi si prende una decisione il più possibile condivisa. 

D: Ho ascoltato le pubblicazioni della “ Sparo Parole “ e sono rimasta colpita, ma perché solo rapper?

R: C’è differenza tra lavorare ad un progetto discografico e lavorare ad un progetto musicale. Ti faccio questa distinzione perché se ti soffermi alla discografia pubblicata è vero, sono tutti brani rap, ma collaboro con tanti autori e produttori che fanno tutt’altro!

D: Quanto è importante per un Artista avere un’etichetta?

R: L’importanza dipende da cosa può offrire un’etichetta. Oggi molti artisti scelgono di essere indipendenti e questa è indubbiamente una soluzione per chi ha una propria visione della musica che, a volte, si concilia male con quelle che sono le esigenze di una discografica.  Io stesso mi ritengo indipendente! Gli artisti fanno musica, le etichette la producono e la vendono, ma c’è del business anche nell’aspetto artistico perché ti permette di finanziare le tue attività, ed in un mondo dove si vende sempre meno musica e  si suona pochissimo, non ci si può approcciare ad un lavoro discografico per pura passione, ma è necessario avere delle prospettive future, capire cosa vuoi farci con la tua musica e dove vuoi arrivare. Ecco, se l’Artista riesce a rispondere a queste domande allora i presupposti ci sono.

D: Personalmente, cosa ti colpisce di un Artista?

R: L’umanità ed il rispetto per quello che fa. Alcuni fanno musica perché vogliono diventare famosi, snaturando quello il vero significato di questa forma d’arte ma per me un Artista è tale indipendentemente dal successo. E poi ovviamente il talento, prima della bravura. Si può diventare bravissimi studiando, ma il talento o ce l’hai o non ce l’hai, eppure, anche il talento va coltivato ogni per giorno. Il duro lavoro batte il talento se il talento non lavora duro.

D: Cosa ti aspetti dal futuro?

R: Tante cose, ma più che aspettarmi qualcosa, so cosa mi auguro; mi auguro di continuare a lavorare così come sto facendo e di portare avanti ogni singolo progetto. E ovviamente, di crescere sempre più!

D: Cosa consiglieresti a chi, come te, vuole lanciarsi in una startup discografica?

R: Di farlo solo se si è abbastanza convinti di potercela fare e di circondarsi esclusivamente di persone di cui potersi fidare e con cui è possibile fare un buon lavoro! Questo è un mondo bellissimo, ma straordinariamente cattivo.

Redatto da Nadia Corsi

 

Visita il sito della Sparo Parole su www.sparoparole.com