MaximusP

Bella proposta quella di Massimo Panziera, in arte MaximusP, che esce in questi giorni con il suo nuovo disco, intitolato “Al di là e oltre”, pubblicato dall’etichetta indipendente Cat Sound.  

Senza tanti giri di parole, diciamo subito che è un bel disco, e l’impressione positiva suscitata dal primo ascolto, viene confermata anche dopo un esame più attento.  Album con sonorità pop rock (ma non solo) attraversato da influenze diverse, dove le scelte musicali e di arrangiamento dei brani sono funzionali agli stessi, quasi come degli abiti cuciti a misura sui testi e sulle metriche.  L’autore ha capacità di scrittura e sa manovrare la materia delle parole senza risultare eccessivo. L’impressione è che il lavoro risulti far parte di un progetto più ampio, in cui il racconto della vita nelle sue dinamiche quotidiane rappresenti qui la tappa di un percorso in divenire.

Un disco “serio” ma allo stesso tempo leggero, fruibile da ognuno, piacevole, da cantare tra se per accompagnare momenti diversi della quotidianità, senza per questo perdere di sostanza. Si percepiscono umori disincantati e introspettivi che riescono a legare insieme le tematiche dei nove pezzi contenuti nell’album.

A cominciare da “Shake your life”, chitarra funkeggiante e ritmo piacevole, un invito a “rimescolare” sempre la propria vita prima che diventi tardi, perché “…guarda fuori la nebbia scende già cerca ciò che sei e un po’ giocando con la mente vai…”. Bel riff centrale di chitarra per un brano che ha quasi sapore internazionale. Segue “Il soffio del vento”, tappeto di chitarra acustica per assecondare riflessione sui conti da fare con se stessi, quando “…il vento soffia ancora tra gli sterpi”.

Quasi autunnale il mood di “Riflessi”, brano più intimista e romantico “…siamo polvere nel vento sabbia bianca scagliata giù… cosa sono non lo so ma vivo nel sogno…”, arrangiamento di archi, il brano sale nella seconda parte mantenendosi omogeneo e coinvolgente. 

Cambio di registro musicale per “Oltre noi”, inizio con tastiera e bella grinta rock per un brano che racconta la fine di una storia e lo smarrimento del cercare in ogni dove tracce del passato. 

Ancora atmosfere intime e arrangiamento interessante per “L’uomo delle utopie”, con l’auspicio di non rinunciare mai ai propri sogni superando la negatività che spesso ci pervade. A seguire un brano cantato in inglese “Rolling by you”, forse una voce più grintosa e sporca non avrebbe guastato, belle chitarre e bel tiro, perfetta per i live.

Siamo poi al momento dei conti personali in “Oscurità”, ciò che avresti potuto fare ma non è stato “…il riflesso di una vita che non è”

Atmosfere elettroacustiche e hammond sullo sfondo per “Quello che resta”, riflessione sull’impossibilità di un rapporto vissuto clandestinamente ma ricco di momenti importanti… poteva essere ma non è stato.

A chiudere “To be through with you”, anche qui testo in inglese e suadente atmosfera new romantic.

Giudizio finale decisamente favorevole per un lavoro accurato, suonato bene da ottimi musicisti e con arrangiamenti mai fine a se stessi.  Suoni molto equilibrati grazie all’ottimo lavoro di mixaggio, contribuiscono a rendere l’album fruibile e di piacevole ascolto. Album trasversale, godibile, ottima colonna sonora per accompagnare le giornate che si accorciano prima della stagione invernale.

Buon ascolto!!

Davide Zurma

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