MAURIZIO PIROVANO”Nell’anno del Signore”

Maurizio Pirovano, cantautore lecchese del ’74, non ha certo bisogno di presentazioni. Il suo stile unisce sonorità tipiche dei gruppi rock nordamericani a testi ispirati al cantautorato nazionale.

Pirovano afferma “Proprio perché i cantautori non sono mai di moda, non passano neppure mai di moda. Le canzoni genuine e di qualità sono una delle cose più sane di cui la società ha bisogno e quando cerchi qualcosa dentro di te, trovi le risposte in una canzone cantautorale. Chi ascolta le mie canzoni non cerca me ma se stesso.” E prosegue con gli occhi velati dall’emozione “Vivere di musica vuol dire averla dentro e trasmetterla alla gente ed io sono un ragazzo che ha avuto la fortuna di poter fare quello che ama nella vita!”

A febbraio è uscito il suo ultimo singolo, dal titolo ‘Nell’anno del Signore’, che anticipa il sesto lavoro in studio ed è stato presentato in anteprima durante la chermesse sanremese.

Testo e musica sono di Pirovano, suoi anche voce e chitarra, la seconda chitarra è invece di Gianluca Del Fiol, al basso Maurizio Cambianica ed alla batteria Federico Paulovich. Per una produzione artistica, recording, mix&mastering ad opera di Lorenzo Cazzaniga, per la ‘Alari Park Studios’ di Milano. Produzione e pubblicazione a cura dell’etichetta ‘L’Atlantide Promotions’.

Il pezzo è stato concepito come una lettera dal fronte, che un soldato senza nome scrive durante la Prima Guerra Mondiale.

Per Pirovano questa è un’esperienza tutta nuova poiché, per la prima volta, lascia i suoi racconti di vita quotidiana per affrontare una tematica molto delicata e toccante. 

In realtà il brano non tratta di facili proclami pacifisti ma fotografa l’essenza umana di milioni di giovani soldati, mandati a difendere una patria spesso sentita come un’entità astratta e lontana. 65 mln di ragazzi, nella solitudine della trincea, trovavano conforto ed un modo per sfuggire alle atrocità della guerra ricordando casa, famiglia, amici ed il proprio amore lontani.

“Chi sono io

chi sono stato 

se sono un uomo 

anche se ho sparato

chi sono io 

chi sono stato

un solo Mondo

anche se è sbagliato”

Oggi più che mai l’artista sente quel momento storico apparentemente lontano come attuale, molto simile a quello che stiamo vivendo, con l’individualismo e l’isolamento che fanno sempre più da padroni e provocano insofferenza nei confronti dell’altro, che sia un singolo o un popolo.

Con questo testo si vuole ricordare che siamo tutti esseri umani e che abbiamo bisogno gli uni degli altri, per evolvere come individui e come società. I soldati di un secolo fa lo avevano capito talmente bene da cercare un modo per comunicare, spedendo un numero davvero impressionante di lettere, quasi 29 mld, che messe una accanto all’altra coprirebbero la distanza di 2.000 km.

La voce del cantante, forte ed incisiva, sempre rockeggiante, lancia un toccante grido di aiuto che arriva dritto al cuore.

Il singolo rappresenta anche una svolta dal punto di vista musicale, grazie all’uso di sintetizzatori e campionatori, con una rievocazione in chiave moderna del rock elettronico d’inizio anni ’80, che piace molto anche ai giovani.

La copertina del singolo ritrae Maurizio con una divisa militare, la mano aperta in primo piano ed uno sguardo profondo, che da solo dice già tutto.

Il videoclip si apre con l’immagine di un ex soldato che, ritrovando vecchie foto e lettere dal fronte, ripercorre con la mente quei giorni di paura, solitudine ed incertezza. Immagini di oggi si sovrappongono a quelle di guerra, in un’alternanza che rende la storia estremamente attuale. Inquadrature scelte ad hoc lasciano trasparire il pathos del momento. Il video si chiude poi con il rumore degli spari ed un cuore che batte, mentre scorrono gli impressionanti numeri della guerra.

Davvero molto toccante!

Pirovano ha saputo reinterpretare ed attualizzare una vicenda storica apparentemente desueta, collocandola esemplarmente nel panorama odierno. 

L’artista ci ricorda che “fare ciò che ci piace, votare ed esprimere le proprie idee non sono cose scontate. Qualsiasi libertà non è mai regalata ma va guadagnata e difesa tutti i giorni, poiché altri l’hanno conquistata per noi con il sangue.” Ecco cosa rende così attuale una canzone che parla di una lettera scritta più di un secolo fa.

Forse le vicende delle ultime settimane, legate all’emergenza covid-19, ci faranno riscoprire il valore dei piccoli gesti quotidiani e soprattutto l’importanza degli affetti, facendoci apprezzare maggiormente quello che abbiamo. Invito tutti ad ascoltare ‘Nell’anno del Signore’ di Maurizio Pirovano perché, ora come mai, può aiutarci davvero a riflettere!

Stefania Castino

cover Maurizio Pirovano Nellanno del signore

[Voti: 0   Media: 0/5]
Scroll Up