I LOVERDOSE PIU’ CARICHI CHE MAI: L’INTERVISTA

Siamo qui con i LOVERDOSE, rock band italiana che deve le sue origini e il sound che si porta addosso al Rock italiano anni ’90, non chè a tutto quel movimento che talvolta prende il nome di INDIE. In radio con il loro potente singolo COME VIVO IO, i LOVERDOSE hanno voluto anticiparci qualcosa anche riguardo al loro album, al momento in fase di realizzazione, il cui titolo sarà “RADIOATTIVO”.

Iniziamo con il vostro genere di riferimento, il rock, un genere che più invecchia e più si rigenera contaminandosi con altre realtà e continuando ad appassionare pubblico e musicisti, come dimostrano i vari “tutto esaurito” nei live di grandi Rockstar…..qual è quindi secondo voi, il vero segreto per un linguaggio rock?

Il Rock è un insieme di fattori, limitarsi ad etichettarlo solo come genere musicale è un errore!! Il Rock è un modo di vivere…un modo di pensare. Il Rock parla una lingua semplice e diretta senza troppi compromessi; ed è per questo che forse oggi, nonostante siano passati più di 70 anni dalla sua nascita, riesce ancora ad arrivare con tanta forza alle persone.
Se dovessimo dargli un’identità, potremmo descriverlo come un vecchietto saggio e arzillo…sicuramente un po’ nostalgico e con i “segni sulla pelle” di chi ne ha passate tante ma sempre pronto a fare “casino” e poco propenso ad arrendersi.
Vi ispirate al rock underground italiano, quello dei Timoria in particolare, come osservate, sia da musicisti che da spettatori, l’attuale panorama Indie italiano ?

I Timoria, senza alcun dubbio, sono stati un punto di riferimento per tutti gli amanti del Rock in quel periodo. Il loro “Viaggio senza vento” è diventato un inno per tutta la “Generazione X”…ma non sono stati gli unici!! I Loverdose sono vicini a tutto il movimento del Rock Italiano degli anni ’90. Noi li abbiamo vissuti in prima persona, si arrivava dall’ Hard Rock degli ’80 Americano e dal Grunge che in quel momento faceva da padrone; si suonava tantissimo dal vivo…era difficile trovare un locale dove non ci fosse musica dal vivo!! Oggi i posti per suonare sono sempre meno, i ragazzi non sono più abituati a certi suoni, non hanno più punti di riferimento nella musica, non sono più interessati allo studio di uno strumento piuttosto che ascoltare i grandi artisti che hanno fatto la storia del Rock…tutto questo ha sicuramente influito sulla musica che ascoltiamo oggi! Nella musica Indie Italiana ci sono tanti ottimi artisti ma troppo poco Rock.
COME VIVO IO verte ironicamente sull’”altra faccia dell’amore”, su tutto quel non detto che si cela dietro ogni storia e che, talvolta, lascia quella punta d’imbarazzo, non appena viene allo scoperto…si tratta quindi, anche di veri e propri pezzi di vita quotidiana;  quanto risulta importante allora nelle canzoni riversare la concretezza del quotidiano e tutto ciò che all’apparenza  può sembrare impoetico?

COME VIVO IO, così come tutto l’album, non è nient’altro che la trasposizione in musica e parole di “storie di vita vissuta”. Non c’è spazio per l’interpretazione, è tutto chiaro…diretto…è tutto vero!Il linguaggio è molto semplice, non c’è niente di nascosto tra le righe ed è probabilmente proprio questa, come dicevamo prima, la forza del Rock.

 

Ricordiamo che COME VIVO IO è estratto dal vostro album dal titolo RADIOATTIVO, un’unica parola per un titolo d’impatto che gioca anche sulla “radiofonicità” del singolo che lo anticipa… ci svelate qualche retroscena dietro la realizzazione di questo album…

L’album è un “CONCEPT”, racconta una storia, con un inizio…una fine…una trama, un po’ come vedere un film o leggere un libro. Il titolo RADIOATTIVO è “rubato” da un brano che abbiamo deciso per vari motivi di non inserire nell’album ed ha un significato ben preciso all’interno della storia. Non è un gioco di parole come potrebbe sembrare a prima vista ma è “uno stato”…una condizione…una “contaminazione” non data dalle radiazioni ma dall’amore. L’album è completamente autoprodotto, abbiamo studiato e pensato a lungo come poterlo realizzare con un budget molto piccolo, cercando di impegnare le nostre risorse badando molto di più ai contenuti piuttosto che presentarci con un prodotto in “abito da sera” ma povero di idee. Nel supporto fisico (CD) ci sarà anche una sorpresa che purtroppo per motivi tecnici nei Digital Store non potremo inserire…ma non diciamo ancora niente…è una sorpresa!!
Da notare che, nonostante le origini del genere e le tante realtà, anche italiane, che si esprimono in inglese, voi scrivete i vostri testi in italiano, riscontrate in questo una maggiore difficoltà?

L’italiano è la nostra lingua, per scrivere una canzone in Inglese bisogna pensare in Inglese, una semplice traduzione o adattamento probabilmente renderebbe tutto più freddo e meno accattivante…Le sfumature della lingua Italiana sono infinite e RADIOATTIVO è pieno di frasi, parole, situazioni e concetti intraducibili.
C’è un messaggio in particolare, qualcosa che vi preme sottolineare, riguardo la vostra musica e le vostre canzoni, soprattutto magari al pubblico che in radio ascolta il brano.

Riguardo la nostra musica non abbiamo niente in particolare da sottolineare; vorremmo invece “incoraggiare” i ragazzi ad andare ai concerti, ma non solo ai grandi eventi, anche nei piccoli locali, sostenere la musica emergente anche solo con qualche download dai digital store o acquistando i cd. Oggi il mondo vive di Social e quindi sono importanti anche le condivisioni, che non sono nient’altro che il passaparola di una volta…tutto è importante!Se non c’è pubblico non c’è musica…e noi non vogliamo rimanere senza musica!

Sonia Bellin.

Ti potrebbe interessare anche...