LA LANTERNA DI DIOGENE: L’INTERVISTA

Ecco alcune domande rivolte direttamente a la lanterna di Diogene, un progetto indie post giunge, dietro al cui nome si cela il cantautore pugliese MATTEO SPICCIARIELLO. Proprio Matteo, in questa intervista, ha voluto raccontarci del significato che per lui riveste la musica, delle sue ispirazioni dalle quali nascono i suoi testi, ma soprattutto del suo ultimo singolo, ANULLA LA DISTANZA, estratto dal suo terzo album, pubblicato nel Giugno 2017 e intitolato “Pagine Bianche”.

1 )Innanzitutto complimenti per l’originalità in cui rivesti il tuo progetto attraverso il curioso appellativo di “Lanterna Di Diogene”. Il riferimento è chiaramente al filosofo greco,

nonché uno dei fondatori della scuola cinica. E’ risaputo l’episodio in cui il filosofo se ne gira di giorno con una lanterna, lanciando la sfida un po’ inconsueta e stravagante ma con chiaro intento di ricercare, attraverso tale lanterna il vero uomo… ecco, la scelta di denominare il tuo progetto lanterna di Diogene, deriva anche per te da quest’esigenza, di scavare dentro la profondità umana per ritrovare il vero uomo ?

  1. Certamente la ricerca è una delle principali prerogative dei miei testi, i quali mirano soprattutto ad inseguire il concetto di verità tanto mistificato nella nostra cultura attuale. Sicuramente la figura di Diogene di Sinope rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il modo in cui ha esercitato la sua influenza culturale sugli uomini del suo tempo. Diogene era un socratico minore appartenete allo scuola di Antistene, primo pensatore che provò a definire il concetto di cinismo. Il senso profondo del termine non ha nulla a che vedere con il concetto di cinismo in uso nei nostri tempi, ma si riferisce all’idea di cane. Il cane è un animale molto saggio, in quanto sa riconoscere istintivamente chi gli è amico e chi no: riconosce l’onestà nello sguardo dell’uomo. Il cane è libero, è randagio e soprattutto è capace di vivere secondo natura, al contrario degli uomini, che o ingannano o sono ingannati. Oggi gli uomini hanno abbandonato la loro ingenuità e sono diventati schiavi dei beni superflui, del lusso, delle passioni e rincorrono posti di potere. L’uomo che Diogene ricercava era l’uomo che mirava all’essenza delle cose, colui che si faceva modello per gli altri uomini. Il vero uomo è un esercizio che porta alla verità attraverso la costante ricerca dell’armonia tra anime e corpo. Questa ricerca trova sostanza da una parte con la continua ricerca della libertà di parola scevra da condizionamenti e, dall’altra in una sorta di autarchia emozionale, cioè la capacità di essere pienamente autosufficienti e di non aver bisogno degli altri. Per “altri” s’intende la politica, la religione e tutto ciò che condiziona la libertà umana e la sua piena realizzazione.

2)E’ difficile definire il tuo genere, la cui musica sicuramente confina con il rock, ma sono chiare le influenze punk e, soprattutto la tua voce mi rimanda a quel post giunge di matrice americana, ma, ti senti più diretto verso la musica internazionale o verso la musica italiana?

  1. Non apprezzo la musica italiana contemporanea. Franco Battiato in un celebre testo diceva: “la musica contemporanea mi butta giù”. È la stessa sensazione che provo quando, trovandomi in macchina con qualche collega, mi tocca ascoltare la musica italiana che passa nelle radio. Mi sembra costruita, artefatta, realizzata esclusivamente per piacere al pubblico delle grandi mediocrità. Apprezzo tuttavia alcuni artisti appartenenti ad etichette indipendenti, nelle quali ritrovo molta più genuinità e spontaneità di contenuto. Al contrario apprezzo molto di più certa musica internazionale. Sono molto legato al panorama grunge degli anni ’90 e tutta la scena punk degli anni ’70.

3)La tua modalità di scrittura è sicuramente particolare e inconsueta rispetto alle tradizionali canzoni e mi ricorda l’approccio dei Marlene kuntz ,che sono uno dei più validi esempi in Italia di come il rock può essere veicolato dalla lingua italiana, ma soprattutto di come il testo sia struttura essenziale di una canzone… come definiresti quindi il tuo approccio alla scrittura?

3)Apprezzo molto i Marlene:sono la copia sputata dei Sonic Youth, ho seguito molti loro concerti dai tempi di catartica e Il vile. Ho assistito anche agli ultimi live di Godano con Onorato. Sicuramente la componente testuale risulta essere fondamentale in questa DIMENSIONE ARTISTICA e Godano è un grande autori di canzoni. Il mio approccio non è né simile, né dissimile, rispetto al suo, è semplicemente un tentativo di raggiungere la catarsi attraverso il racconto di verità interiori.

4)Mi ha colpito, a proposito di scrittura la frase “Arresi alla realtà come rivoluzionari con le mani in alto A pugni con l’età, ci mimetizziamo ancora dentro ad un anfratto

Ancora giovani chissà, forse non dipende solo dall’età, da ciò che ci si sente, da come lo si vive”. Sembra che tu abbia fotografato un pezzo di società la quale sembra arrendersi alla capacità di reagire e di cercare di cambiare le cose, di attuare appunto, la loro piccola rivoluzione, quella che ognuno di noi magari con le sue capacità, entusiasmo dell’essere giovani dapprima serbiamo ma che poi sembra abbandonarci.. ma tu qui intendi forse affermare che siamo noi quindi, a nasconderci da tali insidie?

4)Tante volte scappiamo dalla paura, dalle fobie, e da tutte quelle paranoie che invece sono la parte più vera di noi. Dovremmo invece considerarli punti di partenza dai quali iniziare a combattere per poter uscire, alla fine di un percorso che inizia dentro di noi, dal tunnel del buio che ci attanaglia per ricercare la luce della nostra vera essenza.

5) “Si respira”, per citare la canzone, anche una certa sofferenza, o c’è forse uno sforzo a contrastare le paure e, se si, può la musica – possono le canzoni- funzionare da baluardo a queste nostre inquietudini?

  1. La musica mi ha salvato. Mi ha reso libero, autonomo e indipendente. E’ uno spazio al riparo dalle brutture del mondo, nel quale posso sentirmi pienamente realizzato.

6)In generale le tue canzoni sono molto intimiste, i testi di notevole profondità…c’è qualcosa in particolare che è per te fonte d’ispirazione?

6) Nella vita svolgo la professione di insegnante di lettere. Le mie fonti di ispirazione sono molteplici, ma in particolare il mio punto di partenza è l’osservazione del mondo attraverso lo sguardo dei ragazzi, degli adolescenti con le loro ansie, le loro frustrazioni ma anche con la loro schietta essenza. Trascorro ore ed ore immerso nella lettura. Adoro la letteratura americana degli anni ’70 e i grandi classici della letteratura italiana.