INTERVISTA ALLE VERTIGINE ACUSTICHE!!!

E siamo di nuovo qui con il duo musicale composto da Antonio riccioluti e Ramona Leoni, due giovani ragazzi che dopo averci sorpreso con il loro primo singolo in radio…”Cane particolare”…ritornano con una nuova chicca…questa volta in inglese….

allora il nuovo singolo si intitola FOR THE LOVE OF THE SEA…domanda forse un po’ scontata, ma che magari molti ascoltatori si stanno facendo in questo momento…come mai la scelta di scrivere un brano in inglese?

Bentrovata Sonia,

La scelta è stata un po’ una conseguenza dell’armonia intorno alla quale stava nascendo il pezzo. Le parole e i concetti in generale che si volevano esprimere, “rendevano” meglio in lingua Inglese… la lingua Italiana non avrebbe reso giustizia al mood del brano.

Mi sono presa la libertà di coniugare questo brano con il precedente lanciato in radio, il cui titolo era  CANE PARTICOLARE, trovando in entrambi un legame con l’amore e con il nostro bisogno di concettualizzare un sentimento così centrale nella nostra vita…esiste questa possibile chiave di lettura?

Complimenti per la chiave di lettura che hai dato. Questo è anche un po’ il minimo comune denominatore di tutto l’EP. Se vogliamo, possiamo dire che “For the Love” e “Cane particolare” portano con sé due sfumature diverse di “attesa”: per quanto riguarda “for the love” si fa riferimento all’attesa di un’occasione o un qualcosa per cui valga la pena “tuffarsi” così da poter recuperare il nostro coraggio.

Il vostro è un processo compositivo che appare semplice, ma dietro ha numerose sfaccettature…Come descrivereste la vostra musica…? 

Domanda difficilissima e altrettanto bella. Sicuramente la definiremmo come uno strumento di ricerca per se stessi e, tramite poi la condivisione della stessa, collettiva. Uno strumento di ricerca per le varie emozioni che quotidianamente sentiamo e sulle quali, provare a dare un punto di vista con cui altre persone possono immedesimarsi. 

Il protagonista di FOR THE LOVE OF THE SEA, è in cerca di conforto, di amore e si rivolge al mare…sembra quasi che le persone abbiano prosciugato il loro amore  e che occorra andare a cercarlo in mezzo all’acqua…molte volte il divino, soprattutto nel concetto cristiano è stato accostato a quello delle acque, avete cercato quindi prendere questa figura come simbolo di qualcosa di più profondo?

Il mare in questo caso diventa talmente divino da sostituire le figure sacre cristiane quasi in maniera iconoclasta; è sempre stato un posto dove raccontare le proprie paure, confessare le proprie colpe, urlare le proprie gioie. Per il protagonista ha un valore così alto e sacro da voler pronunciare le sue “preghiere” direttamente a lui. Diciamo che la profondità dell’immagina descritta può variare da persona a persona in base al rapporto che ha con il mare.

La vostra è una capacità rara di indagare così da vicino l’anima umana…siamo curiosi di conoscere il prossimo processo compositivo, sperando di sentirlo in radio, così da ampliare il nostro bagaglio di conoscenza in merito all’amore e a tutte le domande che essa ogni giorno ci pone…ne avete già uno in programma?

Ti ringraziamo veramente di cuore per averci attribuito questa capacità che è per noi un motivo di orgoglio. Siamo già al lavoro su un nuovo album che sarà un po’ più “sostanzioso” sia per numero di canzoni che per strumenti con il quale verrà suonato e avrà anch’esso un “concept” che legherà tra loro le canzoni che lo andranno a comporre. Speriamo di farvelo sentire al più presto.

Sonia Bellin

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