Intervista a Max Pope dopo l’uscita di “Up” il suo nuovo Ep

E’ uscito lo scorso 20 settembre il nuovo brano di Max Pope e il video “You’ll never die”, tratto dal suo omonimo EP “UP“, con la prestigiosa Caroline International (Van Morrison, Iggy Pop,  Marilyn Manson, Peter Gabriel, Tame  Impala, Nine Inch Nails e tanti altri).

You’ll Never Die” è l’ultimo brano del giovane cantautore soul cresciuto a Brighton, formatosi presso la prestigiosissima BRIT School (Amy Winehouse, Adele) e attualmente residente nel quartiere Crystal Palace di Londra. La canzone è tratta dal nuovo EP di quattro brani dell’artista, “UP”, la cui uscita è prevista per il 20 settembre 2019. L’EP contiene i singoli “Man On The Wire”“6AM” e “Foot Of The Hill” che sono stati sostenuti da artisti del calibro di Lauren Laverne su BBC 6 Music, Music Week, DJ Mag, Clash, così come nella playlist New Music Friday di Spotify. Max Pope porta nel panorama pop soul internazionale una ventata di freschezza e di novità, grazie ad una vena compositiva dal gusto essenziale e sofisticato. Le caratteristiche principali di questa produzione, che mescola con eleganza e carisma elementi del passato e nuove prospettive sonore, regalano all’orecchio un’esperienza di ascolto nuova, impossibile da confondere con altro. Il contrasto tra la purezza vocale e la consapevolezza nell’intenzione e nel timbro completano l’opera, lasciando l’ascoltatore affascinato da un mondo artistico così unico, ammaliante e suggestivo. 

  • Qual è stata la tua formazione musicale?
“Ho iniziato a studiare la chitarra all’età di 10 anni. Mio padre mi ha comprato una chitarra e abbiamo imparato insieme. Ho trascorso molto tempo come autodidatta prima di trasferirmi a Londra per studiare musica contemporanea alla BRIT School.”
 
  • Raccontaci il filo conduttore e il messaggio che vuoi lanciare con il tuo singolo “You’ll Never Die”
“You’ll Never Die” parla del voler imparare dai proprio errori. Parla anche di rimpiantoe il suo contrasto con la voglia di libertà. Voglio parlare dell’esperienza umana, delle cose a cui tutti pensiamo e sentiamo ma che spesso non sappiamo esprimere.”
 
  • Qual è la canzone a cui ti senti più legato e che magari senti più come autobiografica?
“Penso che “Man On The Wire” sia il mio pezzo più autobiografico. Il che è interessante perché all’epoca pensavo di scrivere di un personaggio immaginario. Ho avuto la visione di un recluso sociale in cerca di amore e innamorato di una ragazza squillo, la cui pubblicità trova in una cabina telefonica. Guardando indietro, stavo vivendo la fine di una storia in quel momento, che penso informi la canzone. È il desiderio senza speranza di voler connettersi e allontanarsi allo stesso tempo”.
 
  • Con quale artista ti è piaciuto di più collaborare e con chi vorresti farlo in futuro?
“Da adolescente erp un grande fan di Badly Drawn Boy. La sua musica è stata la colonna sonora della mia infanzia, quindi è stato incredibile poter collaborare con lui. Lui ha in parte scritto “You’ll Never Die” con me. L’abbiamo iniziato insieme e poi entrambe abbiamo scritto le nostre versioni separate. In futuro mi piacerebbe collaborare con Tom Misch e anche con Ruben degli Unknown Mortal Orchestra. Penso che uscirebbe della bella roba! “
 
  • Quando pensi di esibirti anche in Italia? Ci sono già date per qualche concerto?

“Non è stato ancora pianificato! Ma mi piacerebbe suonare in Italia il prima possibile, quando ha senso fare un tour completo in Europa. Una volta ho suonato a Milano – è stato bellissimo! “

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