Intervista a Lupita: “La musica per me è auto-terapia”

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È in rotazione radiofonica “MI MANCHI GIÀ”, il nuovo singolo di LUPITA estratto dall’album “DECISIONI DI PANCIA” (Pita Records). Lupita, originaria del Messico, nasce in una famiglia di violinisti. Inizia la carriera come cantautrice nella sua città, Verona, per continuare all’estero il suo percorso, da Parigi agli Stati Uniti, approfondendo nuove sonorità.
L’abbiamo incontrata e le abbiamo fatto qualche domanda…

 

Ciao Lupita. Alla musica come e quando ti sei avvicinata?
Da piccola al pianoforte, era uno dei vari strumenti che avevamo in casa, visto che i miei genitori sono violinisti ed è stato amore a prima vista, poi ho giocato con la chitarra ma l’ho ripresa solo in un secondo momento.

 

“Mi manchi già” è il tuo nuovo singolo. Qual è il tuo approccio nella composizione di una melodia?
Di solito prendo uno strumento che sia la chitarra o il pianoforte e inizio a suonare un po’ a caso canticchiando nella testa quello che mi ispira la melodia, è più una ricerca attraverso il movimento delle dita sullo strumento, non seguo un metodo vero e proprio… ecco diciamo che il mio è un approccio “di pancia”!

 

Quanto c’è di autobiografico in “Decisioni di Pancia”, il tuo album autoprodotto?
Direi che sono le canzoni a cui sono più legata e quindi tutte le mie emozioni sono racchiuse in questo album. Ci sono momenti della mia vita e sensazioni che ho voluto raccontare, dai viaggi, alle persone, agli amori, alle amicizie… la maggior parte dei brani è stata scritta a Torino, la mia attuale città adottiva.

 

I cambiamenti del XXI secolo come influenzano le tue composizioni musicali?
Non sono una persona che nella creazione artistica si fa molto influenzare dai cambiamenti che mi circondano non perché  non mi tocchino, ma perché nella musica ho sempre cercato di mettere una sorta di auto-terapia, per stare meglio con me stessa e con gli altri, per vivere con più leggerezza. Quando scrivo, metto ciò che in quel preciso momento ho voglia di “guarire” o scacciare o semplicemente ricordare con un sorriso.

 

La crisi che ha colpito il settore discografico è solo una crisi di numeri o c’è anche una crisi di idee?
Non credo ci sia una crisi di idee, anzi forse proprio dalle crisi le persone creano e si reinventano, è cambiato il modo di approcciarsi alla musica, di vendere e commercializzare i propri progetti.

 

Questa estate porterai in giro “Decisioni di pancia”?
Sì certo, sto già portando “Decisioni di pancia” un po’ ovunque… in Italia e non solo, sono rientrata da Parigi pochi giorni fa. Spero che questo sia solo l’inizio perché ho tanta voglia di confrontarmi con il pubblico.

 

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