Fuori ora “Luci Spente” di Simone Pastore

Esce OGGI su tutti i digital store LUCI SPENTE, il nuovo singolo di SIMONE PASTORE, pubblicato dall’etichetta discografica . Dopo il successo del brano ALI NEL VENTO, il cantautore torna “sul pezzo” con una canzone ricca di emozioni in cui immagini e parole si confondono, fino a colpire il cuore dell’ascoltatore. Il nuovo singolo di Simone incarna perfettamente quello che la musica sa fare: far incontrare le anime anche se le luci sono spente, fino a riconoscersi e sentirsi, inevitabilmente, l’una nell’altra. Due destini, che tra aneddoti di vita quotidiana, gesti irrazionali si intrecciano e, nonostante il corso del tempo possa cambiare le carte in gioco, restano comunque nei più sinceri “per sempre”, proprio come un fermoimmagine.

INTERVISTA A SIMONE PASTORE, AUTORE DEL SINGOLO “LUCI SPENTE”

“È una canzone ispirata, alla quale ho rivolto tutto me stesso”: Come nasce Luci spente?

Luci spente nasce per caso. Ero al pianoforte a preparare tutt’altro, ma all’improvviso si è accesa una luce ascoltando una sequenza di note e in meno di un’ora è nata la musica di questo brano. A fine composizione ero seduto di fronte al pianoforte guardavo i tasti e sorridevo, ero felice. Questo è la musica. Insomma, così è nata “Luci spente”, una canzone che racconta di stati d’animo, di ansie e nostalgie, di rimpianti e di rassegnazioni. Non è una storia, è tante storie.

Mi sono perso dentro un deserto// ma il mondo lo vedo nei tuoi occhi//: il deserto cosa rappresenta? Gli occhi sono l’approdo?

Il deserto è un luogo senza punti di riferimento, è il concetto di disorientamento. Gli occhi sono la speranza, sono il gancio in mezzo al cielo, il posto in cui l’amore disarmato si concede senza più pudore.

L’amore tema centrale del brano: qual è la tua visione a proposito?

La mia visione sull’amore? Beh, d’amore si è scritto e cantato moltissimo, ma credo che in fondo neanche noi sappiamo bene cosa sia, anzi ne scriviamo tanto proprio per questo motivo. Siamo come i cani che ululano alla luna perché non sanno cos’è.

La tua canzone, come anche “Ali nel vento”, è molto crepuscolare, fa caso alle piccole cose. Cosa ne pensi a proposito?

Sono d’accordo. In un mondo così fugace ci rifugiamo nelle piccole cose, nei piccoli gesti che a parere mio sono il sale della vita e ovviamente influenzano il mio modo di scrivere, che se dovessi descrivere con un esempio pratico lo farei con una macchina fotografica. È come se mentre scrivessi i miei testi lo facessi con un teleobiettivo proprio su ogni singolo dettaglio e non con un grandangolo che fotografa una più ampia visione.

Una melodia che ti entra dentro, nel cuore. In che genere potremmo identificare questo singolo?

Credo che le canzoni non siano collocabili a tavolino, ognuna prende una strada. Comunque, è una canzone che nasce pop, ma che ovviamente si rifà a sonorità attuali senza l’intenzione di allontanarsi dalla tradizione della musica leggera.

Spesso il titolo delle tue canzoni è sempre una frase che viene citata massimo una/ due volte in tutto il brano. Perché?

Vero! soprattutto in “luci spente” c’è solo una volta nel testo e per di più nella parte finale del brano. Mah, non so se è una coincidenza o meno; sinceramente il titolo lo scelgo ad istinto e per entrambi i brani ho deciso senza pensarci troppo.

Cosa ti aspetti da questo nuovo singolo?

Non mi prefiggo obiettivi, spero solo venga apprezzato il brano e che gli si dia il giusto tempo d’ascolto che purtroppo di questi tempi la musica si ascolta troppo spesso frettolosamente.