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FRANKAVILLA FEAT LORD BELMOND: ARRIVERA’ UNA  STELLA COMETA

Un testo di grande rilevo sociale, la cui  luce su valori ormai dispersi, manifesta l’attenzione con la quale FRANKAVILLA -e soprattutto Lord Belmond che ha scritto le strofe del brano- osserva il mondo intorno: e la gente che lo abita:  “Abbiamo perso il nostro affetto per le cose buone abbiamo perso anche la fede nella religione” parole dirette e d’impatto e d’impatto, che fanno capire quanto tutto quello che sta accadendo, sia dovuto all’incapacità dell’uomo di essere tale, ossia  umano. L’unanimità infatti ,non si misura soltanto nell’essere il più acclamato, il più visualizzato, ma nell’essere consapevoli che esistono valori da preservare, come la terra stessa che abitiamo:

“Il pianeta è in grave rischio è tutto in distruzione qui regna solo odio e FRANKAVILLA – assieme al featuring  di LORD BELMOND,  sfata ogni mito e disfa ogni stereotipo, sfilando uno dietro l’altro  tutti nodi venuti purtroppo al pettine in questo periodo storico : l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo dimostra quanto sia limitato l’essere umano che nella sua solitudine tende ad agguantare il mondo intero, quando non è nemmeno in grado di pensare a se stesso.

“Ormai è da tempo che ci penso e non sono il solo vorrei scappare più lontano e poi spiccare il volo mi sento oppresso e questa vita non è più la mia” La volontà di evadere, disconoscendo la propria condizione che non siamo in grado di cambiare, di evolvere a nostro favore, complice anche una storia fin troppo nota, ma dalla quale non impariamo nulla:  “La storia non la conosciamo è tutta una finzione qui si lavora per campare e prima o poi si muore si muore di lavoro nelle piazze e di tumore ormai è la fine di sto mondo e queste son le prove”.

Non solo FRANKAVILLA adopera un linguaggio crudo e intriso di realtà, ma lo stile Rap che avvolge la metrica, rivoluziona ogni clichè: anzichè imputare alla società , a qualcosa di esterno la crisi odierna e ogni problema citato, l’autore coinvolge anche se stesso, senza esimersi dal prendersi quella corresponsabilità. Si sente un vivo partecipe di una crisi non solo economico- sociale ma, prima di tutto, una crisi umanitaria, che risale a secoli or sono. E in piena linea sempre con la presa di distanza da ogni luogo comune, ecco che subentra la speranza, la quale si intravede proprio lì, nell’inciso del brano. La sua luce appare ora opaca perché ancora lontana, lontana dalla fede in essa ma, quella stella cometa risplende sopra di noi.

Sonia Bellin