Frammenti : L’intervista

  • Ciao e benvenuti. In poche righe vi potete presentare ai nostri lettori?

Buongiorno! In poche righe possiamo dire che è un progetto musicale proveniente da Treviso, nato nel 2016, composto di quattro elementi (Flebokid, Gintoni, Paradiso e Serafino) sui 24 anni tutti prossimi alla laurea e con un sogno nel cassetto: girare l’Italia in tour, per cantare con più persone diverse possibili.

  •  I vostri inizi con la musica come sono stati? 

Travagliati, come tutti gli inizi. Pieni di ambizioni e troppe idee per realizzarle. Ora le idee sono meno… e anche le ambizioni. Scherzo! 

Tutti e quattro suonavamo avevamo progetti differenti in cui suonavamo, dalla banda di balera alla garage band. In tutte queste realtà nessuno di noi sentiva di poter proporre la propria musica all’interno di questi, così, quando ci siamo conosciuti (a scuola e in qualche concerto) sembrava un sogno solo l’idea di aver trovato qualcuno con cui realizzare le proprie idee musicali. In breve siamo passati dall’alternative rock in inglese all’electro pop in italiano. Ora abbiamo reinserito l’alternatività e ci dicono indie. 

  •  Quali sono gli artisti che influenzano le vostre scelte musicali?  

Le nostre influenze sono molto disparate e si estendono nel tempo. Paradiso ama Bach e tutta la scuola tedesca sino alla scena techno berlinese. Ultimamente è legato alla ricerca di dolcezza nel suono, questo lo rende capace di apprezzare tanto Christian Loffler, quanto Niccolò Fabi.

Flebokid viene dal rumore e dalla melodia, un bell’ossimoro. Estimatore dei Radiohead ascolta spesso compositori come Einaudi. Ultimamente si è avvicinato al mondo indie italiano (dopo aver consumato gli Artic Monkeys), scoprendo tanti giovani talenti.

Serafino è un amante del soul e della black music, dal jazz, al funk, all’elettronica. Ama le produzioni di Neil Rogers ed il canto di D’Angelo (non Nino).

GinToni proviene dall’amore per la dissonanza e la stonatura. Il punk americano prima ed il cantautorato di Jannacci, Paolo Conte e Gino Paoli poi hanno segnato fortemente il suo orecchio ed il suo modo di scrivere. In questi ultimi tempi sta riscoprendo la potenza di Fibra e della musica più mondana.

Ciò che mette tutti d’accordo sono album come quelli di Cosmo, Willie Peyote e Frah Quintale.  

  •  Il testo di questo vostro brano: a chi si rivolge? Che cosa ci racconta?

Il testo si rivolge a chi ha mai tradito, a chi è stato tradito (oppure a chi lo ha solo sognato). 

Il testo parla dell’esperienza scottante del tradimento, vissuta intensamente, sofferta, e poi idealizzata nella dimensione del sogno, altro tema a noi carissimo. Tante volte cerchiamo di mascherare le nostre azioni e i nostri istinti per non infastidire la morale corrente, specialmente in cittadine piccole dove tutti sanno tutto di tutti. In questa canzone leviamo le maschere.

Ci sono poi alcuni riferimenti velati come quello all’incendio di Notre Dame in apertura. Un’analogia con il fuoco della passione che distrugge e suscita emozioni forti contrastanti, benessere e rimpianti.  

  •  E le sonorità musicali invece? Chi ha curato lʼarrangiamento? 

Punto di fuga è un che “sentiamo” molto, in quanto mette in completa luce uno dei nostri lati nascosti, ovvero quello vintage/soul. Allo stesso tempo, esiste un collegamento diretto con quello che sta diventando il nostro marchio di fabbrica: cassa dritta, sintetizzatori sognanti e bassi incazzati. Come tutto il resto, anche l’arrangiamento è stato curato da noi quattro, perdendo notti di sonno e giornate di studio. Tendiamo a delegare il minimo possibile di ciò che riguarda la nostra musica, a costo che non rispetti tutti i canoni e parametri. 

  • Di quale messaggio volete essere portatori con la vostra musica? 

 

La nostra musica vuole essere musica che fomenta, ma parimente lasci degli spunti di riflessione. Come dice Willie Peyote, vorremmo far muovere il culo e la testa contemporaneamente. I temi cadono spesso sulla metafora dell’amore e i racconti sono più poesia che prosa ma con l’obiettivo di valorizzare e non sminuire la vita di tutti i giorni. Quando abbiamo fatto i casting per Amici 2018, ci è stato fatto questo rimprovero “siete troppo intelligenti”. Be’, noi crediamo che il pubblico musicale sia molto intelligente, dunque non vediamo la complessità come un limite. Per questo ci sentiamo liberi di sperimentare e di introdurre novità nella tradizione, pur sempre che siano novità MUSICALI. 

  •  Quali sono i vostri progetti per il futuro? 

Vivere una vita di musica.

Grazie per il tempo dedicatoci e buona musica ragazzi