“Forse dovremmo parlare”, intervista al cantautore Manuel Finotti

Da venerdì 12 giugno è disponibile in rotazione radiofonica “FORSE DOVREMMO PARLARE” (Isola degli Artisti/Virgin Records), il nuovo singolo di MANUEL FINOTTI. Con questo suo nuovo singolo, MANUEL FINOTTI omaggia chi ha il coraggio di abbracciare i propri sentimenti, dando loro voce. Le sonorità derivate dal background londinese dell’autore spiccano grazie al contributo del batterista Ash Soan (Adele, Dua Lipa, Sam Smith ecc.), donando a questa ballad un carattere internazionale. Lo abbiamo incontrato per fargli qualche domanda.

 

Ciao Manuel, parlaci di te e di cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera di autore e cantautore?
In realtà a portarmi a questo credo sia stata la costante voglia di raccontare attraverso la musica e le sue mille forme, come se qualcuno avesse già impostato il navigatore e tu dovessi solo guidare fino alla destinazione.

“Forse dovremmo parlare” è il tuo nuovo singolo. Com’è nato? Ti va di raccontarci qualcosa?
“Forse dovremmo parlare” è nata in maniera totalmente spontanea proprio perché non riuscivo a far capire ad una ragazza ciò che sentivo in quel momento e la canzone è uscita fuori come una reazione allergica a questo bisogno. L’ho scritta insieme a Jacopo Federici con cui abbiamo tenuto svegli i suoi vicini mentre la registravamo in quei giorni e provavamo a loop le mille combinazioni.
 

Puoi descriverci il tuo processo di scrittura?
Parte sempre dalla realtà, dal vissuto, che sia in prima persona o per conto di altri con il solo obiettivo di far trovare chi poi andrà ad ascoltare il brano nello stesso posto dove sono stato io per scriverlo. Se non riesco a raggiungere questo traguardo difficilmente poi quel brano uscirà dall’hard disk.

Cosa hai ascoltato maggiormente nell’ultimo periodo?
Durante la quarantena ho riscoperto i grandi classici di Dalla, Venditti, Battisti, Pino Daniele e Jannacci proprio perché eravamo in casa e queste canzoni mi riportavano in altri luoghi. Nonostante questo mantengo sempre aggiornata la mia playlist spotify con canzoni super indie/urban e trap.

A proposito, cosa pensi della scena musicale italiana?
Credo che negli ultimi tempi, proprio grazie a Spotify tanta musica emergente abbia avuto un suo spazio ben definito che ha permesso di influenzare anche i grandi della scena italiana. In primis l’indie, poi la trap e credo stia arrivando un’ondata di dance di fine anni ‘90/2000 che ci cambierà di nuovo tutto.
 

Progetti per il futuro? Dove ti vedremo quest’estate?
In studio a lavorare su nuove canzoni, ho la fortuna di scrivere sempre insieme a nuovi ragazzi con cui c’è uno scambio continuo di idee. Questo grazie a Carlo Avarello e Isola degli Artisti!

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