ESPLORIAMO “L’IGNOTO IDEALE” CON GLI ORDITA TRAMA

Qualche domanda rivolta a Carmine Maffei, voce di una band di Avellino fondata nel 2008, dove quattro amici uniti da una forte passione e voglia di suonare, decide di dar vita ad un progetto musicale che prende il curioso nome di ORDITA TRAMA degli ordita ORDITA TRAMA.

Un progetto tutto italiano, il quale però, in fatto di sonorità, deve molto al regno unito e soprattutto a quell’ondata di new wave, che ha travolto la scena musicale sul finire degli anni ’80.

Già il nome del vostro progetto fa intuire quanto c’è di originale in voi, di voglia di raccontare, ma soprattutto il termine TRAMA, preannuncia quasi senza volerlo, l’origine stessa del vostro ultimo singolo.. ossia un romanzo, la cui lettura a quanto pare è stata più che proficua per la realizzazione di questo brano…

Certamente il nome “Ordita Trama” (www.orditatrama.com) è stato studiato per divulgare un messaggio, ancor prima di farci ascoltare. Per noi è importante che le canzoni nascano già con un testo cucito addosso, che soprattutto abbiano una trama, un filo logico da cui nasce una storia. Ed è anche il caso dell’ultimo singolo, L’Ignoto Ideale, che prende liberamente spunto dal romanzo Se mi tornassi questa sera accanto della scrittrice cilentana Carmen Pellegrino. Qui la musica abbraccia letteralmente ciò che è stato assimilato durante la lettura dell’opera.

Si tratta di IGNOTO, qualcosa di sconosciuto, di cui si ignora appunto la natura, la composizione, l’essenza, ma anche il significato…qualcosa che quindi può essere positivo, ma anche negativo.. per questo siamo soliti pensare che tale ignoto faccia paura….

In questo caso l’ignoto nasce da un intento politico di tipo socialista. E’ il socialismo utopistico marxista, ottocentesco, che prende piede nelle idee di un padre all’antica alla cui figlia inoltra il modo migliore per continuare a credere nel partito dopo gli scandali di tangentopoli, auspicando alla nascita della Città dell’Ignoto Ideale, in cui insieme guideranno il popolo che seguirà le loro idee. Nulla di pauroso quindi, anzi…

Questo IGNOTO di cui si parla nel vostro singolo però, come è noto dal romanzo, da cui la canzone prende spunto, è un ignoto per nulla terrificante, è un ignoto appunto IDEALE, ciò che la mostra mente concepisce, auspicandosi, anche con un intento di autodifesa, sempre il meglio….

 

Ed è esattamente così. L’Ignoto Ideale nasce dalla volontà collettiva di autodifesa nei confronti di una società corrotta, da cui si vuole creare una linea di demarcazione. Ci sono degli esempi storici, come la Repubblica di San Leucio o la Comune di Parigi, ambedue però, come sappiamo, finiti ancor prima di nascere, ma è quanto più vicino potremmo arrivare per pensare ad una similitudine.

Il realizzare il testo di una canzone a partire da una storia, , non è una novità in campo musicale, pensiamo soltanto alle opere liriche, le quali in gran parte dei casi, fanno addirittura riferimento alla storia stessa o ad alcuni eventi specifici.. ma la tua, Carmine, esprime, più che un intento narrativo, una vera e propria esigenza di esprimere, anche una tua personale impressione di questo romanzo, delle tue sensazioni derivate dalla lettura e, soprattutto, di una correlazione tra queste e la percezione di un mondo che, attualmente, risulta tutt’altro che IDEALE…

Giusto. La voglia di esprimere deriva da ciò che è già stato espresso nei capitoli del romanzo, per questo appare così incisiva, così forte nelle convinzioni. E’ una divulgazione di un’idea di per sé abbastanza utopica ma allo stesso tempo ragionata, se pensiamo alla possibilità di chiudere le nostre aspettative in una realtà circoscritta, dove, guarda caso, si aggregano altri individui che condividono le stesse ideologie. Ai furbi sarà vietato entrare si enuncia sommariamente nello statuto della Città dell’Ignoto Ideale, riproposto poi nel testo della canzone.

Non a caso, oltre ad essere un bravissimo scrittore di canzoni, cantante e musicista, sei un appassionato di libri che ama condividere le sue letture su un blog, dove inserisci le recensioni dei romanzi che di volta in volta, lasciano dentro di te quel segno, quell’apporto umano oltre che culturale…

Esistono di persone davvero capaci di scrivere ma che non rientrano nel mainstream. Tra queste non mi ci vedo. Nella vita mi occupo di altro, mentre la musica resta da sottofondo: si abbassa nel momento in cui le tensioni quotidiane si alterano; si alza quando i pensieri scemano nei momenti di quiete. Nei libri, altra passione che accompagna il mio limitato tempo libero, ho trovato la libertà di vivere una storia ovunque voglia, con chiunque voglia, e con la libertà di esperienze sentimentali altrimenti giudicate male se riportate nella realtà. Collaboro con un web magazine culturale, L’Ottavo di Geraldine Meyer dove recensisco quello che leggo, spesso interagendo con gli autori stessi. E’ la cosa più naturale che riesco a fare, ancor più di suonare.

Dopo l’esplorazione dell’IGNOTO IDEALE, cosa deve aspettarsi il pubblico dagli ORDITA TRAMA?

Alfredo D’Angelo (prima chitarra), Flavio Montervino (batteria) e Giuseppe Nocito (basso), insieme a me, hanno pensato a un album che possa seguire la linea melodica del singolo, con le armonie che alternano i riff agli arpeggi, le battute sul rullante prima incessanti, poi sussurrate, a seconda delle intenzioni. Ne nascerà un album e sarà il più bello che potremmo realizzare. Non mancheranno ancora altri riferimenti al romanzo, che stavolta però, non saranno sbandierati. Basterà leggere per ritrovarsi in quelle pagine, stavolta ornate dalla melodia di ciò che è più giusto valorizzare.

Sonia Bellin