ELVIS AARON PRESLEY JR: L’ALTRO FIGLIO DI ELVIS PRESLEY ATTACCA IL MERCATO DELLO SHOW BUSINESS

“L’anima di Elvis è ancora presente su questa terra”, si potrebbe dire tranquillamente così ascoltando Elvis Aaron Presley Jr, il figlio naturale del “Re del Rock”, infatti, per tutti quelli che hanno amato il “mito”, i fans nostalgici che ancora ascoltano i suoi dischi e vanno ai raduni e festeggiano ancora il suo compleanno, come il giorno della sua prematura morte, adesso possono dire che il “Re” è tornato, ed ha l’aspetto del suo figlio naturale.

La somiglianza c’è, ma Elvis Aaron Presley Jr. regala emozioni ancora più forti, perché oltra alla somiglianza e alla voce, lui si presenta in concerto con l’abito di scena che il padre utilizzò durante l’utimo concerto a Indianapolis. Guida le macchine originali del padre e gestisce un museo tutto suo con gli oggetti personali di Elvis, il “Presley Museum” che è una delle più grandi collezioni private di cimeli di Elvis al di fuori di Graceland e ha un valore di oltre sei milioni di dollari.

Molti organizzatori dei suoi concerti utilizzano il museo come preludio a un suo concerto, che consente ai visitatori di vedere il museo nella loro sede per diversi giorni, una settimana o più prima del concerto. La collezione comprende: veicoli, motociclette, costumi, gioielli, oggetti di scena cinematografici e altri memorabilia eccitanti. La sezione “Amici” del museo contiene veicoli, costumi e altri cimeli di personaggi famosi come Roy Orbison, Liberace, Marilyn Monroe, Michael Jackson, Farrah Fawcett, Muhammad Ali, Barbara Mandrell, Linda Thompson e Skeeter Davis.

Aaron ha ricevuto legalmente il suo nome dalla Corte Federale degli Stati Uniti dopo che, la stessa Corte aveva acquisito una serie di documenti tra cui il testamento del cantante, l’esame del Dna e alcune testimonianze giurate.

Naturalmente nei suoi concerti canta le canzoni del padre, successi immortali che non tramonteranno mai, con le stesse movenze e la voce che è tremendamente somigliante.

In Italia lo vedremo presto, perché contrariamente alle limitazioni che da sempre il manager del padre aveva imposto al cantante, lui invece vuole uscire dagli Stati Uniti, infatti benché Elvis abbia venduto milioni di dischi in tutto il mondo e si sia esibito in centinaia di concerti negli Stati Uniti e alcuni in Canada, non si è esibito neanche una sola volta al di fuori del Nord America. Il motivo di questo è da ricercarsi nel suo manager, Colonnello Tom Parker, che aveva controllo sul programma di Elvis e la ragione per cui non pianificò mai date del tour internazionali era che risiedeva negli Stati Uniti illegalmente e aveva timore di lasciare il paese, per la paura di non poter poi tornare indietro.