AvA: la recensione dell’album d’esordio “Lo Squalo”

AvA

Quello di AvA è un esordio concreto e decisamente contemporaneo. Si tratta della prima artista in Italia a proporre il moombahton cantato in italiano, dove il rap si fonde con il pop e la trap con la latin wave e l’afro beat. Dopo il primo ascolto del suo album Lo Squalo (animale guida nonché concept brand del personaggio AvA), è abbastanza automatico rivolgere il pensiero ai grandi esponenti del genere moombahton come Diplo, Major Lazer e più si va avanti negli ascolti più sono le annotazioni a matita che si segnano accanto. C’è questo, c’è quello ma sempre con grande originalità. Elementi distintivi e qualità uniche che rendono l’album un collage di sfumature ed emozioni. Le tracce sono ben organizzate e masterizzate alla perfezione. Questa formula vincente di produzione esalta la voce decisa e a tratti insolente della cantante e produttrice romana mettendo in mostra tutto il suo talento. Anche sul songwriting si bada al sodo delle cose, sia che si tratti di supremazia femminile, sia che si tratti di libertà sessuale. Se la vita è un ottovolante di alti e bassi, l’album di AvA è sicuramente una parentesi felice che non scende mai sotto la soglia della verità.

 

Voto: 8.2