Toc- Toc il nuovo album del cantautore Mr. Sereno

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Mr.Sereno (ai più conosciuto come Ser), nome d’arte di Andrea Brumana classe 86′ è un cantautore italiano , fin da giovane mostra il suo amore per la musica, in particolare per la chitarra. influenzato da gruppi come i Queen, Litfiba, Iron Maiden, Santana, ma anche cantautori italiani come Guccini, che vanno a fondersi con le sonorità Rap dei Sottotono, di Neffa e dei primi Articolo 31.

Nel 2002 dà vita alle “DOPPiE FRECCiE”, suonando brani inediti fin dal primo concerto.

Dal 2002 al 2004, il gruppo cambia nome in “APNEA”, Mr.Sereno si esibisce in più di trenta concerti nelle zone di Milano e limitrofe, partecipando anche a “Quinto Rock” nel 2003, evento di grande spessore per gli appassionati di musica emergente.

All’età di 18 anni registra, con la band, una prima demo di 7 brani dal titolo “Cavalieri senza terra”.

Nel Marzo del 2007, incontra Enea “Il Conte” Bardi, nasce fin da subito una forte affinità e stima reciproca, portando il gruppo ad incidere da lui il disco “Quello che non sono io”, di 11 tracce.

Periodo estremamente florido e stimolante a livello artistico, ma che lascia Ser in quella linea d’ombra dalla quale non sa uscirne, in bilico tra più generi musicali, tanto da portare lo stesso ad affermare: “…la nostra musica lasciava trasparire ancora qualche titubanza sul genere da imporre e le mie melodie di voce non avevano ancora trovato il groove che mi convincesse.”

Nel 2007 gli Apnea partecipano con il brano “Lacrime di sangue” al contest del corriere della sera con in palio, per i vincitori, l’apertura del concerto di Ligabue a San Siro.

Questa è la svolta per Ser, perché da lì percepisce il genere musicale sul quale puntare i suoi sforzi e il suo percorso artistico: Nasce l’ Hip Rock targato BR. da qui il gruppo Sereno & i Bravi Ragazzi.

In questi toccano diversi locali importanti ( la più nota “StudentLiveParty” ALCATRAZ Milano).

Dal 2014 al 2017 instaura diverse collaborazioni scrivendo diversi provini che verranno poi stampati e distribuiti nelle piattaforme musicali – Il viaggio di Mr. Sereno è stato formativo, le diverse collaborazioni, l’hanno portato nel tempo a formare una sua identità artistica e musicale.

“TOC – TOC ” infatti è il suo ultimo progetto, un’esperienza definita, bella e coinvolgente, vissuta con passione, l’album è caratterizzato da suoni rock , pop, toccando anche sonorità asiatiche – Un disco eclettico quindi che non segue solo una linea melodica ma che abbraccia diverse sonorità, i brani sono stati curati dal produttore e musicista Fabrizio Fargo Friggione.

Dove nasce il nome d’arte Mr Sereno?

Il mio nome d’arte nasce nelle compagnie delle piazze, quelle in cui si conosce persone più grandi di te e, frequentandole, si apprende il loro modo di parlare. Nasce nel classico parchetto di provincia, quello in cui ci si è staccati dai vecchi in preda alla vita quotidiana per fondare un nuovo gruppo di scappati di casa ed, evolvendo la medesima tradizionale terminologia, ci si muove camminando al passo con la modernità dei propri tempi. Nasce tra i banchi di scuola, nel linguaggio dei ragazzini che, per non finire “bulleggiati”, mascherano la loro sensibilità con un atteggiamento cinico e menefreghista.

Ecco perchè Mister Sereno: di fronte casa mia c’è un’azienda dal nome “IdeaSer” e da che ho imparato a leggere la vedo ogni volta che esco dal cancello, i miei amici hanno cominciato a chiamarmi Sereno da quando ho cominciato a suonare poichè era una parola che utilizzavo praticamente in ogni situazione di stress elevato. Compiuti i trentanni ho pensato di darmi un tono aggiungendo “mister”, che in sigla diviene “MR” un’analogia con il titolo MenestRapper (menestrello – rapper). Insomma una storia a cui sono molto affezionato, ma infine “Ser” come “essere” in spagnolo, oppure “Andrea” come il mio nome di battesimo è come comunemente mi chiama chi mi vuole bene.

Il tuo percorso artistico ti ha portato ad esibirti in moltissimi palcoscenici anche importanti, che rapporto hai con il pubblico?

Un rapporto rispettoso e di gratitudine. Io ho piacere a suonare i miei brani, cerco di tenere un comportamento corretto quando sono sul palco (…e per corretto intendo che una pedana di un metro o di cinquanta centimetri non fa mai di te un uomo migliore di altri) e di gratitudine in quanto fin che non mi tirano qualcosa significa che la musica non gli è dispiaciuto e questo appaga il mio spirito da musicista e mi carica per continuare a produrre nuove storie, nuove melodie, nuove canzoni.

Il tuo ultimo album Toc -Toc racchiude un pò il cerchio dei tuo progetti precedenti, hai toccato diversi temi sociali, hai parlato dei talent, cosa ne pensi?

Ho parlato dei talent, di politica, dei social, della dipendenza, d’amore e di musica. Il mio pensiero è abbastanza anarchico in tutti questi argomenti, nel senso che si muove, modifica, evolve nel tempo. Un pò come un serpente nel deserto: le spire vanno a destra e a sinistra, ma gli occhi puntano sempre verso l’orizzonte, luogo in cui avrò appreso il funzionamento reale di questi meccanismi e potrò tirare le somme. Sulla copertina dell’album “Toc – Toc” c’è un corvo che lotta con un biscione, guardando la foto io paragono il corvo, che vola sensibilmente verso l’alto, a Dio. Per mezzo suo sposto il mio punto di vista, lottando anche con me stesso. Nel caso specifico, penso che i talent abbiano reso il mondo della musica un mercatino di basso livello: è vero che da sempre il musicista è una professione, o perlomeno chi suona e ama davvero la musica auspica a quello, ma la qualità artistica dei brani che oggi passano in radio o diventano mainstream nel web, conseguenza di ciò che arriva dai talent, non mi piace. Io sono per un talent sulla tv nazionale, senza giuria scelta, solo un pubblico interessato e presente in loco, che giudica con un voto ogni band, solista, interprete che sia, che si presenta al concorso. nessun vincitore finale, se non quello della serata stessa. Una preselezione online con riprese mono di live dal vivo. Superato un certo numero di visual si è ammessi al concorso. e poi son cazzi tuoi….. :)

Esiste una canzone tua che oggi non ti rappresenta più?

Sì, se potessi cancellerei il 70% delle canzoni che ho scritto dai 21 ai 24 anni molto probabilmente lo farei, non tanto per la qualità, sono degne di essere ascoltate, ma non rappresentano più ciò che sono oggi. Nel bene e nel male comunque mi hanno cresciuto.

Come ti vorresti vedere tra 20 anni?

Con una chitarra in mano che canto nuove e vecchie canzoni insieme a persone a cui voglio bene.

Il tuo cavallo di Battaglia?

Non ho un vero e proprio cavallo di battaglia, certamente “Bip & il Coyote”, presente nel disco omonimo del 2015 sempre prodotto e arrangiato da Fabrizio Friggione, coinvolge molto le persone che vengono ai concerti. Come un rigurgito di parole nelle strofe e con un ritornello incalzante parlo di un tema serio in modo simpatico e questo funziona.