Intervista a Manuela Padoan

Appassionata di musica fin da bambina, quando l’amore per le sette note l’ha portata alle selezioni per lo Zecchino d’oro, Manuela Padoan ha fatto nel tempo della propria passione un’occupazione a tempo pieno, fatta di studio e di risultati: prima una lunga formazione, poi l’esperienza da musicoterapeuta, in seguito finalista nel 2011 della 54esima edizione di Castrocaro Festival, andata in onda e in diretta su Rai Uno, con la cover di Mina “Vorrei che fosse amore”, ed infine (nel 2012) tra i dieci finalisti al ProVoice festival con il suo brano inedito “Mille fiori…mille colori”. Lavorando assieme ad alcuni musicisti professionisti e all’arrangiatore Edu Hebling, ha realizzato il suo primo ep, “Mille fiori, mille colori”. Dal 28 aprile è in tutte le radio “Metamorfosi e farfalle”.

 

Ciao Manuela, come ti senti a pochi giorni dall’uscita del tuo nuovo singolo “Metamorfosi e farfalle”?

Ciao a tutti. Direi che ho le farfalle allo stomaco! Per un po’ ho convissuto con i bruchi e ora mi godo questo momento di amore per il mio lavoro e mi assaporo anche un po’ di soddisfazione per la tenacia che ci abbiamo messo, io e tutta la squadra che lavora con me al progetto!

Questo tuo singolo è contenuto nell’EP “Mille fiori, mille colori”. C’è un filo conduttore che lega tutti i brani?

L’ep è il mio primo lavoro e la mia prima presentazione ufficiale. Il filo conduttore è “vivere con il cuore e lasciarsi guidare dalla gratitudine”. Pensando alle canzoni… in “Mille fiori mille colori” c’è il messaggio di rispettare le diversità e andare oltre, in “Come dici tu…mi fa impazzire” quello di ringraziare, nonostante tutto, per la vita che ti è stata donata, in “Viola” c’è la denuncia contro la violenza sulle donne, in “Ora che ho l’idea di te” c’è la speranza per la vita che verrà e che ogni donna potrebbe portare in grembo, in “Dietro lo Specchio” c’è l’accettarsi per come si è prendendosi anche con un po’ d’ ironia, in “Metamorfosi & Farfalle” c’è il gioco, il cambiamento, l’unione e l’amore. Sì, il filo conduttore è proprio il vivere seguendo il cuore e l’essere sempre grati al dono della vita.

Il brano “Viola” è una canzone contro la violenza sulle donne. Com’è nata?

È nata da un mio bisogno di dire no a tutta la violenza che molte donne si trovano costrette a subire, impotenti, perché viene fatto credere loro di non poter fare nulla. Credo, invece, che si possa fare molto, iniziando a dire no, insieme, tenendosi per mano e aiutandosi a venirne fuori con una grande arma che abbiamo dalla nostra parte, la nostra parola e la nostra voce. Attraverso “Viola” ho provato ad urlare “no” per tutte quelle donne che devono ancora trovare il coraggio di farlo.

Hai cominciato a cantare da molto piccola, che ricordi hai dello Zecchino D’oro?

Ricordo Mago Zurlì e ricordo che ero un po’ impacciata durante gli spostamenti sul palco. Sono arrivata alle semifinali sia a 3 che a 4 anni, anche se non sono arrivata proprio in diretta su Rai Uno. Ho una videocassetta registrata e mi fa davvero molta tenerezza riguardarmi…ero molto piccola. Ricordo si aver anche sbagliato sul finale della canzone e l’insegnante che mi diceva da sotto il palco “è tutto ok”. Ricordo di essermi sentita un po’ in imbarazzo e allo stesso tempo ricordo l’emozione grande di poter cantare davanti al mio primo pubblico! Le canzoni che ho portato sono state “La sveglia biricchina” e “Il più grande motore”, una canzone bellissima che racconta di come sia l’amore a muovere tutto. Avevo scelto io quella canzone, già a quell’età, quindi, forse, sapevo già di cosa volevo cantare e scrivere!

Lavori anche come musicoterapeuta. È vero che gli effetti benefici della musicoterapia interessano non solo il nostro lato psichico ma anche quello fisico?

Confermo. Soprattutto nel cantare sono necessarie una postura, un appoggio a terra e una respirazione utilizzate anche in alcune pratiche di rilassamento e di riattivazione corticale. Parlo soprattutto di canto perché è in questa la mia specializzazione musicoterapeutica, ovvero l’utilizzo del canto e della voce come strumento di cambiamento, cura e benessere. Nel canto, il corpo viene coinvolto nella sua interezza e questo, come avete detto voi, ha dei benefici anche fisici, oltre che psichici. Il famoso detto “canta che ti passa” contiene in sé una grande verità! La vibrazione interna che ci arriva dal nostro canto può diventare un vero e proprio massaggio interiore.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento? Cosa ti piace ascoltare?

Ascolto i Pink Floyd, Phil Collins, Peter Gabriel, Michael Jackson, Janis Joplin, Bob Marley, Donald Fagen, Bjork, Paolo Conte, De Andrè, De Gregori, Modugno, Mina, Pino Daniele. Ascolto tanto anche Jovanotti, di cui ammiro la costante ricerca di cambiamento e innovazione, Elisa, Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Silvestri, Bersani, Cremonini. Cerco di ascoltare anche e soprattutto artisti che non conosco e che mi suggeriscono persone con più esperienza musicale rispetto alla mia. Uno tra questi è Paul Simon…pazzesco!! Ascolto sia la musica attuale che la musica passata per capire cosa va oggi per la maggiore e ricordare sempre da dove arriviamo.

Porterai in giro la tua musica nei prossimi mesi? Dove ti potremo ascoltare dal vivo?

Al momento mi sto dedicando alle interviste radio per l’ultimo singolo “Metamorfosi e Farfalle” e, soprattutto, alla creazione del nuovo album. Sono in una fase di costruzione. Ricerco nuove sonorità per il prossimo lavoro…vorrei uscire con qualche novità pur mantenendo la mia identità di scrittura. Sto pensando, già in questa fase, a come potrebbe essere poi la futura formazione live, in linea con l’album, quindi, credo che mi costringerò un po’ allo studio per uscire a tempo debito. Nel frattempo lasciamo che la curiosità aumenti sperando in un pubblico sempre maggiore.

 

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